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Maria, Regina di Scozia, un film di Josie Rourke: la recensione

Maria, Regina di Scozia, un film di Josie Rourke: la recensione

Maria, Regina di Scozia, un film di Josie Rourke: la recensione

Cinema Recensione di Lara Zavatteri. Maria Regina di Scozia della regista Josie Rourke. Il film, nelle sale in questi giorni, ripercorre la vita della regina scozzese in perenne lotta con la cugina Elisabetta Tudor.

Maria Stuarda ed Elisabetta I erano cugine, erano donne che regnavano in un mondo maschile, erano entrambe determinate ad avere maggiore potere.
La Universal Pictures presenta il film in questi giorni nelle sale cinematografiche italiane Maria, Regina di Scozia diretto da Josie Rourke che ripercorre la vita, gli intrighi e i tradimenti della vita di Maria Stuarda (così chiamata per il suo cognome, Stuart) e di Elisabetta Tudor.
La trama di Maria, Regina di Scozia ripercorre la vita di Maria Stuarda, essendo un film biografico. Ancora giovanissima Maria (interpretata dall'attrice Saoirse Ronan) si reca in Francia per sposare l'erede al trono, Francesco II di Valois, figlio di Caterina de' Medici che diviene re per poco tempo. Infatti muore lasciando sola la giovane vedova. Maria ha il diritto di sedere sul trono di Scozia come regina, di fatto lo è fin dalla nascita anche se i fili li ha tirati fino alla maggiore età sua madre, Maria Di Guisa. Così decide di lasciare la Francia per tornare nella terra natia.

Maria però conosce poco la Scozia e gli scozzesi di lei non sanno quasi nulla. 

Lei dovrà fare i conti con il fratellastro, che ambisce al trono e con mille intrighi e tradimenti da parte della sua stessa gente. Avrà un figlio, Giacomo, che alla fine diventerà re al suo posto, unendo per la prima volta le corone di Scozia e d'Inghilterra, mentre lei, dopo decenni di prigionia in Inghilterra, sarà decapitata su ordine della cugina Elisabetta Tudor, cui presta il volto l'attrice Margot Robbie. Elisabetta, nel film ritratta con il volto rovinato dalla malattia che l'aveva risparmiata, il vaiolo, conosceva fin da piccola il trattamento riservato ai traditori, infatti suo padre, Enrico VIII, non aveva esitato a decapitare sua madre, Anna Bolena, accusata di adulterio, stregoneria ed altro, accuse messe in atto probabilmente dal re per sbarazzarsi della moglie e sposare la nuova favorita, Jane Seymour. Anche se nel film Elisabetta appare anche solo dal volto una donna spietata, esitò a lungo prima di decidere di firmare l'atto che condannava la cugina. Dopo aver scoperto un complotto ordito da Maria per impossessarsi del trono, la sua fine fu inevitabile. D'altra parte, nemmeno Elisabetta intendeva farne la sua erede.


Maria, Regina di Scozia

REGIA Josie Rourke
SCENEGGIATURA Beau Willimon
FOTOGRAFIA John Mathieson
MUSICHE Max Richter
DISTRIBUZIONE Universal Pictures
ANNO 2018

CAST: Margot Robbie, Saoirse Ronan, Jack Lowden, David Tennant, Gemma Chan, Guy Pearce, Brendan Coyle, Martin Compstoni

Maria, Regina di Scozia racconta come Elisabetta intendesse regnare sui due regni e come Maria volesse impossessarsi anche del trono inglese.

Di fatto, Maria era una pretendente legittima, infatti la sorella di Enrico VIII, Margherita Tudor, fu regina consorte di Scozia e nonna di Maria, quindi Maria stessa poteva di fatto entrare nella linea di successione per il trono inglese o diventando l'erede di Elisabetta, che non aveva figli, oppure uccidendola, da qui il complotto.
Maria ed Elisabetta erano due donne potenti, in un mondo governato da uomini. La prima era cattolica - nel film e nella realtà, al momento di morire indossò un vestito rosso, per essere ricordata come una martire cattolica - la seconda protestante; la prima si sposò tre volte, la seconda decise di “essere sposata all'Inghilterra”. Eppure, nonostante le differenze, furono due donne che probabilmente anche da lontano si stimarono.

Maria Regina di Scozia della regista Josie Rourke è un film per tutti coloro che amano la storia e in questi anni hanno seguito anche la tendenza del raccontarla attraverso gli occhi delle donne.

Ricordiamo ad esempio le serie come The White Queen e The White Princess e i libri di Philippa Gregory.
Vi segnalo anche un altro libro, sempre su una regina, ovvero La regina ribelle di Elizabeth Chadwick, che racconta le vicende di Eleonora d'Aquitania, madre di Riccardo Cuor di Leone e una donna indipendente e controcorrente per la sua epoca, il XII secolo.



Lara Zavatteri

Lara Zavatteri
Classe 1980, vive e lavora nel paese di Mezzana in val di Sole (Trentino). Iscritta all'Ordine nell'elenco dei pubblicisti dal 2000, scrive articoli di cultura, ambiente e attualità locale. È anche blogger e autrice di libri.
Guardando le stelle,Un cane di nome GiulianoRisparmia Subito!Amici per sempreCuor di Corteccia, Sopravvissuti, Youcanprint.
Reset, Photocity.it.
La strada di casa, Edizioni del Faro.
Agata. Come un funerale ti salva la vita, Youcanprint.

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Recensione: Il Miglio Verde, di Stephen King

Recensione: Il Miglio Verde, di Stephen King

Recensione: Il Miglio Verde, di Stephen King

Libri Recensione di Claudia Gerini. Il Miglio Verde di Stephen King (Sperling & Kupfer). Un capolavoro, uno spaccato dell'America anni '30 segnata dalla segregazione razziale.

Ho scoperto Stephen King a più di quaranta anni e mi sono letteralmente appassionata ai suoi libri. I primi due letti, The Dome e 22/11/63 me li avevano prestati. Nonostante la mole di questi romanzi li ho letti tanto velocemente che non vedevo l’ora di leggere un’altra opera di Stephen King. Così, parlando in giro, ho chiesto quale libro avrebbe potuto leggere una novellina come me. La risposta è stata una sola: Il Miglio Verde.


Già dalle prime pagine ho capito subito che stavo per leggere un capolavoro. Perché è cosi che considero questo libro. Stephen King con la sua maestria nello scrivere ci accompagna tra racconti del passato e del presente nella vita del protagonista che, ormai vecchio e in un ospizio, si dedica alla scrittura delle sue memorie. Questo gli dà modo di tornare indietro e rivivere fatti che sono impressi indelebili nella sua memoria. 


Paul è il responsabile del Blocco E del carcere di Could Montain nell’America degli anni ’30, il blocco in cui vengono mandati i detenuti in attesa dell’esecuzione della pena di morte sulla sedia elettrica. 

I prigionieri condannati a morte dovevano percorrere un tratto di corridoio all’interno del carcere chiamato appunto il miglio verde, a causa del colore del linoleum sul pavimento.
Il racconto si apre con l’arrivo di un detenuto alquanto singolare, John Coffey, un omone di colore grande e grosso condannato per aver violentato e ucciso due gemelline. Da subito però Paul nota quanto sia in contrasto il crimine da lui commesso con la sua indole decisamente pacifica.
Il racconto continua e così facciamo la conoscenza degli altri detenuti del miglio verde: uno strampalato Delacroix e il suo amico speciale Mister Jingle, un topolino ammaestrato, lo psicopatico Billy the Kid Wharton che creerà non pochi problemi al miglio, i colleghi di Paul, tra cui spicca la figura di Percy, un arrogante personaggio che pensa di avere il mondo ai suoi piedi grazie alle sue conoscenze altolocate.

Paul scopre presto che John Coffey sembra avere una strana dote nel guarire le persone. 

Lui stesso ne è testimone quando Coffey lo guarisce da una fastidiosa infezione urinaria che lo affliggeva da tempo. Questo, e il docile comportamento del prigioniero, lo portano a dubitare che sia proprio lui il responsabile della morte delle gemelle.
Ma non sempre la verità può venire a galla e non sempre la giustizia va di pari passo con la verità. Coffey è un uomo di colore in un'America segnata da una grave crisi economica e dalla segregazione razziale. E il suo destino è già stato scritto.
Nel romanzo si incontrano personaggi descritti magnificamente da Stephen King, ognuno a rappresentare caratteristiche e debolezze dell’essere umano, a volte esasperate come nel personaggio di Percy, altre volte esaltate come in Coffey.

Stephen King racconta uno spaccato dell’America di quei tempi descrivendo minuziosamente situazioni e contesti storici e geografici. Da questo libro è stato tratto l’omonimo film del 1999 con Tom Hanks.

Stephen King rimane uno degli scrittori contemporanei più affascinanti, capace di mettere nero su bianco le debolezze umane e di raccontare storie appassionando il lettore, parola dopo parola senza mai diventare banale. Il Miglio verde è decisamente consigliato a chi non si spaventa del numero delle pagine da leggere, come ogni libro di King ne ha davvero tante! Ma sarà come leggere un libretto di cinquanta pagine, ve lo assicuro, perché vi immergerete completamente nella storia e non vi accorgerete nemmeno di essere arrivati alla fine. Stephen King rimane un genio assoluto… ed è uscito da un paio di mesi il suo nuovo libro The Outsider (Sperling & Kupfer), e io non vedo l’ora di leggerlo!


Il miglio verde

di Stephen King
Sperling & Kupfer
Thriller | Narrativa
ISBN 978-8868360283
Cartaceo 10,11€
Ebook 7,99€

Sinossi
Nel penitenziario di Cold Mountain, lungo lo stretto corridoio di celle noto come Il Miglio Verde, i detenuti come lo psicopatico Billy the Kid Wharton o il demoniaco Eduard Delacroix aspettano di morire sulla sedia elettrica, sorvegliati a vista dalle guardie. Ma nessuno riesce a decifrare l'enigmatico sguardo di John Coffey, un nero gigantesco condannato a morte per aver violentato e ucciso due bambine. Coffey è un mostro dalle sembianze umane o un essere in qualche modo diverso da tutti gli altri? Un autentico capolavoro firmato Stephen King e dal quale è stato tratto lo straordinario film di Frank Darabont con Tom Hanks.


Claudia Gerini
Claudia Gerini nasce a Pontedera negli anni ’70. Completa il liceo linguistico e collabora saltuariamente con un’importante testata giornalistica. Poi abbandona gli studi e le passioni per un impiego fisso. Da più di 15 anni infatti lavora nel reparto gastronomia di un supermercato. Adora la sua famiglia ed è ciò a cui si è ispirata per scrivere il suo primo romanzo, uscito in prima edizione per Lettere Animate.
Il sogno di Giulia, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
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Recensione: So che un giorno tornerai, di Luca Bianchini

Recensione: So che un giorno tornerai, di Luca Bianchini

Recensione: So che un giorno tornerai, di Luca Bianchini

Libri Recensione di Giulia Mastrantoni. So che un giorno tornerai di Luca Bianchini (Mondadori). Un romanzo da cui prendere ispirazione, con la dolcezza narrativa, l’umanità e il chiaro amore per Trieste dell'autore.

So che un giorno tornerai, dell’ormai ben noto Luca Bianchini, è una storia che mi ha fatta tornare indietro nel tempo. Se non siete mai stati in Friuli Venezia Giulia e se non avete idea di quale sia la differenza tra un friulano e un triestino, beh, allora So che un giorno tornerai per voi sarà un viaggio vero e proprio. Se invece, come me, avete già avuto modo di apprezzare l’atmosfera triestina e la rivalità che scorre tra triestini e friulani, allora in questo romanzo ritroverete tutto ciò che vi è familiare. Io ci ho ritrovati gli anni della mia laurea triennale, che sembrano lontani anni luce, ma tutto sommato sono, se non dietro l’angolo, di certo in fondo al viale.

Emma è la figlia di Angela e Pasquale. Angela è una bella triestina bionda, mentre Pasquale è un calabrese affascinante. E sposato, ma non con Angela. 

Quando Angela rimane incinta di Emma, Pasquale decide di non riconoscere la bambina e di traslocare in Calabria, dove si ripromette di stare lontano dai guai, ovvero dall’amore scomodo di Angela. Il problema è che a Emma non si comanda, e una donna che non si fa mettere in riga da nessuno può tutto, anche cambiare le sorti di una famiglia.
So che un giorno tornerai porta la firma di Luca Bianchini in tutti i sensi. La dolcezza narrativa, l’umanità e il chiaro amore per Trieste, sua città natale, sono elementi che saltano subito all’occhio. Nello stesso modo, salta all’occhio la volontà di dare a Emma un futuro migliore, magari fatto di errori, ma comunque libero.

Le tematiche trattate da Luca Bianchini in So che un giorno tornerai sono attualissime.

Emma vuole diventare un maschio, perché se fosse nata maschio Pasquale l’avrebbe riconosciuta, allora gioca con tutto ciò che è da bambino. Si fa regalare un pallone, riempie la sua stanza di soldatini e indossa tute mimetiche. Ma Emma è soprattutto una bambina confusa, che non si sente mai fuori posto, ma che non riesce mai a capire perché accidenti dovrebbe portare il cognome del suo papà biologico. In fondo, se ha quello di sua mamma, cosa cambia? Emma è il non-pregiudizio fatto persona, la donna che si sente a suo agio ovunque e con chiunque, perché sa bene che in ogni caso lei avrà la forza di andare avanti e di cercare nuove avventure. Emma è il futuro, l’accettazione del diverso e la voglia di cambiamento, quello positivo e costruttivo.
Angela, invece, è colei che scappa continuamente. Scappa da se stessa, da chi si aspetta qualcosa da lei, da tutti coloro che l’hanno vista “cadere in basso”. Ma Angela è la madre di Emma, e una bambina tanto ribelle deve pur aver preso da qualcuno. Angela è colei che è molto più forte di quanto lei stessa pensi e che troverà il modo di cambiare la sua vita.
So che un giorno tornerai è un romanzo da cui prendere ispirazione, che demolisce le convenzioni e che dà forza a chi lo legge. Luca Bianchini ha scritto una storia godibile, ricca di significato e ambientata in una regione bellissima.

So che un giorno tornerai

di Luca Bianchini
Mondadori
Narrativa
ISBN 978-8804706151
Cartaceo 15,30€
Ebook 9,99€

Sinossi
Angela non ha ancora vent'anni quando diventa madre, una mattina a Trieste alla fine degli anni Sessanta. Pasquale, il suo grande amore, è un "jeansinaro" calabrese, un mercante di jeans, affascinante e già sposato. Lui le ha fatto una promessa: "Se sarà maschio, lo riconoscerò". Angela fa tutti gli scongiuri del caso ma nasce una femmina: Emma. Pasquale fugge immediatamente dalle sue responsabilità, lasciando Angela crescere la bambina da sola insieme alla sua famiglia numerosa e sgangherata. I Pipan sono capitanati da un nonno che rimpiange il dominio austriaco, una nonna che prepara le zuppe e quattro zii: uno serio, un playboy e due gemelli diversi che si alternano a fare da babysitter a Emma. Lei sarà la figlia di tutti e di nessuno e crescerà così, libera e anticonformista, come la Trieste in cui vive, in quella terra di confine tra cielo e mare, Italia e Jugoslavia. Fino al giorno in cui deciderà di mettersi sulle tracce di suo padre, e per lui questa sarà l'occasione per rivedere Angela, che non ha mai dimenticato.



Giulia Mastrantoni
Da quattro anni collaboro all’inserto Scuola del Messaggero Veneto, scrivo per il mash up online SugarPulp e per la rivista dell’Università di Trieste Sconfinare.
Dopo aver trascorso un periodo in Inghilterra, ho iniziato un periodo di studi in Canada, ma, dovunque sia, scrivo.
Misteri di una notte d’estate, ed. Montag.
One Little Girl – From Italy to Canada, eBook selfpublished.
Veronica è mia, Pensi Edizioni.
La forma del sole, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
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Intervista a Saverio Tommasi, attore, scrittore e giornalista per Fanpage

Intervista a Saverio Tommasi, attore, scrittore e giornalista per Fanpage

Intervista a Saverio Tommasi, attore, scrittore e giornalista per Fanpage

People A cura di Claudia Gerini. Intervista a Saverio Tommasi, attore, blogger e giornalista italiano. Realizza documentari e video inchieste per Fanpage e ha all'attivo anche la pubblicazione di alcuni libri, come il suo primo romanzo Sogniamo più forte della paura.

Lo seguo da sempre sui social, sul media per cui lavora, FAN PAGE, e ho letto il suo libro Siate ribelli, praticate gentilezza (Sperling & Kupfer), in cui si rivolge alle figlie con una lunga lettera, affrontando il mondo con le sue brutture e le sue tante cose belle. Il libro mi era molto piaciuto perciò quando ho saputo che Saverio Tommasi avrebbe presentato il suo nuovo libro Sogniamo più forte della paura (Sperling & Kupfer) a due passi da casa mia non potevo perdermi questo appuntamento. Sono andata e, prima della presentazione, ho scambiato quattro chiacchiere con lui. Ho avuto l’opportunità di conoscere meglio questo personaggio con la sua genuinità tipicamente toscana, la sua simpatia e il suo essere impegnato sempre in prima fila.


Grazie Saverio Tommasi per aver deciso di raccontarti ai nostri lettori. Per chi ancora non ti conosce, chi sei e che cosa fai nella vita?

Sono giornalista per Fanpage, un media in cui si trattano molti argomenti e racconto storie. In base alla storia che voglio raccontare cambia un po’ il mezzo. Talvolta uso il video, altre volte la scrittura. Qualche storia me la invento e devo metterla dentro un libro.

Ci parli di questo tuo ultimo libro, Sogniamo più forte della paura edito da Sperling & Kupfer? Di cosa parla?

Questo mio ultimo libro è in realtà il mio primo romanzo ed è una favola moderna al quale sono molto affezionato. Non è indirizzato ad un pubblico di bambini, è una fiaba per adulti o per ragazzi curiosi in cui ho utilizzato il linguaggio della favola. Ad esempio uno dei personaggi più curiosi del libro è una gatta parlante che si chiama Fabula Tropea Diva Divina, nome di una gatta davvero esistita, quella di una mia amica, la gatta più brutta che abbia mai visto. Mi piaceva il contrasto del nome Diva, che rimanda a qualcosa di bello e speciale, quando in realtà la gatta era brutta. Anche in altri pezzi del libro utilizzo una realtà trasfigurata, cambiandone un po’ il senso, per indicarne altre.

Seguendoti sui social ho visto che hai ricevuto un premio, di che cosa si tratta?

Il CILD, Coalizione Italiana per la Libertà e i Diritti civili, che monitora quello che accade a livello giornalistico e di racconto durante l’anno, mi ha consegnato un premio. Sulla targa hanno usato quell’espressione esagerata che ha accarezzato il mio ego “il giornalista dell’anno”. A me sarebbe bastato anche che ci fosse scritto il giornalista della settimana!

Saverio Tommasi, ti piace più scrivere libri o raccontare storie?

Il linguaggio video e quello dei libri sono totalmente diversi ma a me piacciono entrambi. Mentre, quando scrivo degli articoli, lo faccio perché è il mezzo più funzionale per quell’argomento anche se non è la cosa che preferisco. Prediligo il linguaggio video che a volte risulta essere molto più immediato. Riesco a fare all’incirca due video al mese perché dietro c’è molto lavoro. Per scrivere un libro di lavoro ce ne vuole ancora di più. Anche se libro e video in teoria sono due linguaggi differenti, in realtà si assomigliano molto. Il libro è la parola scritta e il video è l’immagine. Alcune volte però la parola scritta prova ad evocare un’immagine mentre l’immagine cerca di regalarti delle parole.


Tu hai un rapporto speciale con Iacopo Melio, fondatore di #Vorreiprendereiltreno e promotore di innumerevoli iniziative sociali, che già èstato ospite del nostro web magazine. Come è nata la vostra amicizia?

La nostra amicizia è nata da una conoscenza sul web. Avevo seguito quello che lui aveva fatto con la sua Onlus e mi era venuta in mente un’idea di racconto che poi non è andata a buon fine. Su quello non ci trovammo però abbiamo continuato scriverci e ora ci vediamo e ci mandiamo delle chat irripetibili! È divertente provare a scardinare insieme dei pregiudizi, a trovare nuove parole, nuove narrazioni per raccontare storie già raccontate da una prospettiva diversa.

Quanto è difficile fare il tuo lavoro che ti porta ad essere sempre al centro dell’attenzione, a leggere commenti non sempre lusinghieri, anzi, a volte pesanti e offensivi? Che rapporto hai coi social network?

Dipende dai momenti e spesso da come mi sveglio la mattina. Talvolta è molto doloroso. Capita che sulle mie pagine social vengano organizzate delle shit storm. Alcuni si organizzano su gruppi o profili privati decidendo di mandare un messaggio, tutti uguale e di solito con commenti dispregiativi o canzonatori, sulla pagina di un personaggio pubblico. Mi è capitato cosi di ricevere decine di commenti ad un mio post con un simpatico disegnino di una “cacca” oppure la solita parola offensiva ripetuta all’infinito. Altre volte invece interagire sui social è come aprire tante porte e finestre che danno l’opportunità di far entrare aria buona, strie buone e di accrescere e approfondire cose inimmaginabili prima della nascita dei social. Io sono un gran fautore dei social network. Ci hanno cambiato la vita, spesso in meglio e vi si trovano tanti spunti per leggere, per capire che cosa riesce a sfiorare i sentimenti delle persone.

Il tempo delle chiacchiere è finito, adesso tocca a Saverio Tommasi incantarci con le sue storie e i personaggi di Sogniamo più forte della paura



Claudia Gerini
Claudia Gerini nasce a Pontedera negli anni ’70. Completa il liceo linguistico e collabora saltuariamente con un’importante testata giornalistica. Poi abbandona gli studi e le passioni per un impiego fisso. Da più di 15 anni infatti lavora nel reparto gastronomia di un supermercato. Adora la sua famiglia ed è ciò a cui si è ispirata per scrivere questo suo primo romanzo.
Il sogno di Giulia, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
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Torna Beverly Hills 90210, la serie cult degli anni '90

Torna Beverly Hills 90210, la serie cult degli anni '90



Serie TV Di Lara Zavatteri. Torna Beverly Hill 90210, la serie divenuta cult negli anni '90, in una sorta di finto documentario per la CBS: sul piccolo schermo rivedremo gran parte del cast originale.

Per chi è cresciuto negli anni '90 la serie TV Beverly Hills 90210 è un cult. Oggi, come trapela dalla Rete, pare che sarà realizzata una sorta di serie-esperimento con gran parte del cast originale, con due illustri attori che invece non prenderanno parte al progetto.
Cos'è Beverly Hills 90210? Se non l'avete mai visto (cosa??) ecco in breve la trama. A Beverly Hills, California, luogo dove i ragazzi delle superiori girano con macchine di lusso e vivono nella bambagia, arrivano dalla per niente glamour città di Minneapolis (in Minnesota) i gemelli Brandon (Jason Priestley) e Brenda (Shannen Doherty) Walsh con i genitori Jim e Cindy. All'inizio sono del tutto spaesati, ma la loro normalità farà cambiare anche i viziati ragazzi di Beverly Hills che, nonostante la loro ricchezza, hanno grossi problemi di dipendenza e con i genitorio.

Il cast negli anni '90.

Accanto ai gemelli troviamo la bionda Kelly (Jenny Garth) e la svampita Donna (Tori Spelling, figlia di uno dei produttori della serie, Aaron, l'altro era Darren Star), la secchiona Andrea (Gabrielle Carteris), lo sbruffone Steve (Ian Ziering), il bello e problematico Dylan (Luke Perry) e l'imbranato David (Brian Austin Green). Insieme, cresceranno dalle superiori all'università e anche in seguito, in una serie che spopolò in TV dal 1990 al 2000. Nelle puntate si affrontano temi come la droga, il divorzio, l'anoressia, l'alcol, e i veri valori cui cercano di restare fedeli specialmente i gemelli Walsh, “contagiando” così gli altri del gruppo. Nel corso delle stagioni si aggiungeranno altri personaggi, ma i principali saranno loro.
Che fine hanno fatto i protagonisti di Beverly Hills 90210? A parte Shannen Doherty, una delle Streghe dell'omonima serie, tutti gli altri si sono visti in comparsate in serie TV o in qualche film minore. Dopo il boom della serie, nessuno ha più avuto la stessa popolarità che aveva ottenuto con Beverly Hills 90210 (il numero del titolo è la casella postale della zona).


Beverly Hills 90210 torna in TV. 


Si sta lavorando per quella che sarà una sorta di “esperimento” che andrà in onda sulla CBS (nulla ancora si sa per tempistica e messa in onda in Italia). Il “nuovo” Beverly Hills 90210 vedrà riunito quasi per intero il cast originale, che sarà sostanzialmente impegnato, in una sorta di documentario falso, a rimettere i panni dei loro personaggi vent'anni dopo. Grandi assenti saranno Shannen Doherty e Luke Perry, impegnati in altri progetti, a meno che non cambino idea più avanti.
Vi convince? Personalmente, questa sorta di documentario fake che vedrà gli attori calarsi ancora nei panni dei protagonisti, per farne una sorta di serie, non mi convince fino in fondo, così come non mi ha convinto il sequel 90210 di qualche anno fa, con un cast nuovo e qualche comparsata di Jennie Garth e altre attrici. Meglio sarebbe stato riprendere da dove si era lasciato, vent'anni più tardi e capire come si sono evolute le vite personali e le carriere dei personaggi anche se, a dirla tutta, vederli invecchiati, alle prese con mille problemi tra famiglia, lavoro e carriera, smanettare con smartphone e Facebook che negli anni '90 nemmeno esistevano, mi avrebbe fatto tristezza. Per me Beverly Hills 90210 resta quello originale, e basta.



Brenda e Dylan si dicono fuori. 

Shannen Doherty sul set di Beverly Hills 90210 ha sempre avuto problemi con il cast, tanto che ad un certo punto se ne andò, come capitò anche in Streghe. Colpita da tumore qualche anno fa e guarita, non si sa bene perché ha detto no al progetto. 
Luke Perry invece sarà impegnato nelle riprese del film C'era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino. Resta il fatto che era proprio questa coppia a rendere speciale Beverly Hills e chissà come sarà la “serie” senza di loro.
Per i fan Beverly Hills 90210 resta quello originale, vedremo comunque cosa uscirà da questo progetto quando arriverà in Italia. Per il momento date un'occhiata in Rete per scoprire come sono cambiati gli attori: quasi tutti fanno spavento (Tori lo faceva anche nel 1990!) perfino Luke Perry (lo confesso, il mio preferito insieme a Brenda e Andrea) mentre a sorpresa proprio il “brutto anatroccolo” Gabrielle Carteris, ossia Andrea, è molto migliore oggi di ieri. Il tempo passa per tutti, insomma, però... che svilimento.
E voi, quale personaggio di Beverly Hills 90210 amavate di più? Rispondete lasciando un commento!
Lara Zavatteri

Lara Zavatteri
Classe 1980, vive e lavora nel paese di Mezzana in val di Sole (Trentino). Iscritta all'Ordine nell'elenco dei pubblicisti dal 2000, scrive articoli di cultura, ambiente e attualità locale. È anche blogger e autrice di libri.
Guardando le stelle,Un cane di nome GiulianoRisparmia Subito!Amici per sempreCuor di Corteccia, Sopravvissuti, Youcanprint.
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Agata. Come un funerale ti salva la vita, Youcanprint.

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